Ze teapot

Archive / RSS
Sep 29

« Burocrazia e poca chiarezza nelle ordi­nanze sono alla base dei ritardi negli in­terventi sulle case parzialmente inagibi­li, i cui proprietari rischiano di non po­terci entrare per mesi » . Il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente non nasconde la sua preoccupazione per una ricostruzione leggera che va avanti a rilento. « Paradossalmente ora – spiega il primo cittadino – la situazione per chi vi­ve in questo tipo di abitazioni è addirit­tura più difficile rispetto a chi ha la casa inagibile per categoria E o F e che ha di­ritto agli alloggi » .

Sul perché gli aquilani an­cora non consegnino le richieste di contri­buto il sindaco, anche lui con una casa B, ha una sua teoria. « La dif­ficoltà è soprattutto data dalla tempistica – aggiunge – visto che i chiarimenti alle ordi­nanze sono usciti tra luglio ed agosto » . Il ti­more, però, è che mol­te persone siano co­strette a lasciare la città perché non ci sono al­loggi, anche in vista dell’imminente chiu­sura delle tendopoli. « Per questo – conclu­de – continuo a chie­dere case mobili; ogni sfollato negli al­berghi costa 1500 euro al mese, con mo­duli abitativi removibili i soldi spesi dal­lo Stato per una famiglia sarebbero am­mortizzati in qualche mese e in più gli a­quilani tornerebbero in città » . La ricostruzione. Agli ingegneri spetta il compito di applicare le ordinanze, defi­nite « poco chiare e lacunose » ; ma non ci stanno a prendersi tutte le responsabi­lità dei ritardi. « I professionisti hanno a­vuto pesanti dubbi interpretavi – preci­sa Paolo De Santis presidente dell’Ordi­ne degli ingegneri dell’Aquila – comun­que una volta compresa la procedura ci vuole tempo per fare rilievi, documenta­zione fotografica e progetti per poter pre­sentare la domanda».

Avvenire

Page 1 of 1