Quella del 25 dicembre è l’ennesima vittima del disinteressamento e di una politica che cavalca la paura del diverso. In un paese dove si contano continui attacchi alla libertà di genere, in cui la lega rifiuta qualsiasi legge contro trans e omofobia, in cui il cardinale Barragan dichiara che trans e omosessuali non entreranno mai nel regno dei Cieli, è quasi impossibile per una persona transessuale vivere una vita normale: Ce lo raccontano Michelle di Giulianova, suicidata nel marzo scorso perché la vita era ormai per lei insopportabile, o la piccola Noemi, suicidatasi 2 anni fa, perché a 16 anni, per essere recuperata, era stata assegnata ad un centro d’accoglienza e costretta a convivere con 35 ragazzi nordafricani. Serie ricerche dimostrano che il 33% delle persone transessuali, a causa della discriminazione, sono a rischio suicidio. L’Italia è il primo Paese europeo per discriminazioni, morti e violenze transfobiche: un terribile primato che rende le persone transessuali e transgender cittadini vulnerabili ed esclusi.
Trans suicida a Milano, vittima delle politiche intolleranti italiane
Con che coraggio i responsabili augurano agli altri un buon Natale?